Ricerca qualitativa

Ricerca qualitativa

Ricerca qualitativa (qualitative research) indagine finalizzata alla comprensione di un fenomeno. Si distingue dalla -> ricerca quantitativa per gli specifici obiettivi e i metodi; il termine qualitativo si riferisce quindi all’approccio della ricerca e non al suo oggetto. L’obiettivo di una ricerca qualitativa è la definizione, o la migliore specificazione, del modello di analisi da utilizzare per lo studio di un fenomeno. L’oggetto della ricerca è dunque la determinazione e l’individuazione delle variabili capaci di spiegare ossia di dare una visione dimostrativa della realtà oggetto di stu­dio. Dato l’oggetto, le metodologie di ricerca devono essere tali da consentire al ricercatore di spaziare con una certa libertà nel fenomeno, evitando di farsi condizionare da concetti predefiniti o ipotesi troppo stringenti. Di conseguenza:

1) le ipotesi di partenza devono essere sufficientemente aperte da poter essere convalidate o smentite;
2) i metodi di contatto devono essere flessibili in modo da arric­chire e/o modificare le ipotesi;
3) l’intervistatore deve essere in grado di lavorare sulle ipotesi, deve essere sufficientemente attento e preparato da cogliere ogni stimolo capace di variarle o integrarle;
4) il campione deve essere rappresentativo da un punto di vista qualitativo: non occorre che esso sia caratterizzato da un pun­to di vista statistico poiché sono i soggetti stessi portatori di istanze della realtà in esame (es. se l’oggetto dell’intervista è comprendere il processo di scelta di una marca di latte per neonati, il campione intervistato sarà costituito da neomam­me o future mamme, magari distinguendo fra mamme alla prima esperienza e non; le intervistate non saranno in nume­ro sufficiente da rappresentare quantitativamente l’universo di riferimento, esse saranno solo in grado di proporre il loro modo di essere e pensare, e quindi di fornire giudizi, idee, so­luzioni capaci di integrare, avallare o modificare le possibili ipotesi di partenza).

Le prime ricerche qualitative furono le -> ricerche motivazionali, che oggi ne rappresentano un’area particolare. L’utilizzo in set­tori di applicazione diversi ha ampliato le metodologie e gli obiettivi di questa ricerca consentendo di distinguere fra tipolo­gie diverse, ognuna con proprie specificità:

• -> ricerca esplorativa;
• -> ricerca di approfondimento;
• -> ricerca motivazionale.
La ricerca qualitativa inizia con la definizione del problema e la formulazione delle ipotesi. Data la sua natura, la formulazione delle ipotesi iniziali prevede spesso un lavoro di collaborazione fra ricercatore e cliente, cui spetta il compito di chiarire il problema decisionale e fornire le informazioni in suo possesso. Dopo questa fase, il ricercatore stabilisce il modello più adatto di indagine, gli obiettivi, gli argomenti da trattare nei colloqui, il campione, i costi e i tempi, il metodo di contatto da utilizzare. I principali strumenti di contatto sono costituiti da:

• interviste libere, condotte da un ricercatore; sono utili stru­menti per evidenziare nuove ipotesi, convalidarle o conte­starle. Si distinguono in:
– brainstorming;
– colloquio clinico;
– interviste non direttive;
– focus group;
• interviste con questionario, che si distinguono in:
– interviste semistrutturate;
– interviste motivazionali.

L’uso dell’uno o dell’altro strumento dipende dai contenuti della ricerca: i colloqui di gruppo consentono di evidenziare alcune dinamiche che il colloquio individuale non può esprimere, mentre quest’ultimo permette di trattare in modo più consono problemi difficili, di cui si parla con più fatica in gruppo. Spesso, durante i colloqui, sono utilizzati test proiettivi, in cui l’in­tervistato deve completare, ristrutturandoli secondo propri sche­mi, stimoli vaghi o incompleti; in questo modo si ipotizza che l’in­dividuo possa superare le barriere razionali (educazione, rispetto, conoscenza, parametri di riferimento, regole) che normalmente gli impediscono di esprimersi intimamente. Attraverso le risposte da­te, i test consentono di differenziare gli individui mettendone in luce le tendenze più profonde, gli aspetti intellettivi, la personalità, e di fare previsioni sui comportamenti futuri. I test più usati sono:

• test di associazione: l’intervistato deve associare a uno stimolo la prima parola che gli viene in mente;
• test di costruzione: l’intervistato deve costruire una storia, un dialogo attorno a uno stimolo;
• test di trasformazione: l’intervistato trasforma lo stimolo in un colore, un suono, un animale, una pianta, una persona ecc.;
• test adattati: lo stimolo consiste in figure adattate a cui l’intervistato deve associare un concetto o un comportamento.

 

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