Impulso
Impulso 1. il -> bisogno, il movente, lo stato che causa un comportamento (-> motivazione). Si distingue fra:
• moventi non appresi, che includono le pulsioni fisiologiche e le pulsioni primarie. Ogni individuo, per la sopravvivenza, ha bisogno di un equilibrio fisiologico interno che, se alterato, genera risposte fisiologiche automatiche per minimizzare l’alterazione. Queste risposte possono essere spesso costituite da stimoli per ulteriori reazioni comportamentali (pulsioni fisiologiche). Tuttavia esistono pulsioni che, pur non legate a bisogni fisiologici, non sembrano muovere da stati motivazionali (es. il bisogno di attività o di manipolare le cose) e risultano essenziali per un’interazione con l’ambiente (pulsioni primarie).
• moventi appresi, che insorgono quando, attraverso il processo di apprendimento, stimoli apparentemente neutrali risvegliano degli stati motivazionali. L’apprendimento infatti gioca un ruolo fondamentale non solo sui modi di espressione dei bisogni primari, ma anche nel creare pulsioni e mete secondarie (moventi appresi): per esempio, una persona che lavora solo per soddisfare il bisogno della fame legherà col tempo tale azione anche alla socializzazione e all’aumento di prestigio e continuerà a lavorare non tanto per la sussistenza quanto per soddisfare gli impulsi connessi con il bisogno principale (connessione); e un soggetto che subisce un “rinforzo” continuo verso certe azioni tenderà a rendere quelle azioni dominanti (apprendimento strumentale). Le mete secondarie sono così mete complesse acquisite come derivazione o conseguenza di mete primarie, tramite processi di connessione o apprendimento.
2. azione non controllata (-> acquisto d’impulso; grocery).