Rappresentante di vendita
Rappresentante di vendita (sales representative) agente che opera in nome e per conto dell’azienda rappresentata. Gli accordi da lui conclusi si considerano stipulati direttamente dalla casa. Vi sono due specifiche categorie di operatori di vendita:
• venditore diretto, legato all’azienda da un rapporto di lavoro subordinato, che comprende le seguenti figure professionali:
– l’addetto alle vendite, dirigente o funzionario, che opera presso la sede, la filiale, il negozio ecc.;
– il commesso viaggiatore, responsabile della clientela acquisita e potenziale per una determinata zona territoriale;
– il piazzista, che visita gli acquirenti potenziali ed effettivi di una piccola zona, effettuando tentata vendita;
• venditore indiretto, un collaboratore autonomo che coopera con l’azienda senza vincoli di dipendenza, che comprende le seguenti figure professionali:
– l’agente di commercio, che promuove la conclusione di affari in una determinata zona;
– il procacciatore d’affari, che svolge un ruolo analogo ma in maniera irregolare e non continuativa;
il rappresentante, che conclude gli affari con il cliente di una determinata zona territoriale.
Nel caso di rete di vendita diretta si riscontra una formula retributiva in prevalenza fissa, con l’aggiunta di premi legati ai risultati di vendita e, se previsti, i rimborsi spese, che generalmente presentano costi elevati. Nel caso di rete di vendita indiretta la retribuzione è prevalentemente variabile, essendo commisurata a una percentuale del fatturato ottenuto. Solitamente le piccole e medie imprese ricorrono, per la commercializzazione dei propri prodotti, alla figura dell’agente o del venditore indiretto, in ragione del livello di fatturato che non rende economicamente conveniente il ricorso a venditori diretti.
È presente arìche un sistema misto di rete di vendita che prevede l’affidamento della gestione dei grandi clienti a strutture di vendita dirette dette national ➔ key account, mentre il venditore indiretto gestisce i clienti marginali che, a causa dello scarso volume di vendita, non permettono la copertura dei costi fissi connessi all’impiego di ➔ forza di vendita diretta.
Un ulteriore aspetto differenziante fra i venditori diretti e indiretti è che i primi dispongono di una migliore conoscenza dei prodotti dell’azienda e sono più facilmente coordinabili dalla stessa mentre i secondi, essendo tipicamente plurimandatari, sono meno disponibili a seguire gli specifici indirizzi aziendali. Essi però risultano generalmente più motivati rispetto ai venditori diretti, dato che il conseguimento degli obiettivi di fatturato si riflette sulla retribuzione percepita.